Trama di Sogno di una notte di mezza sbornia
Napoli. Pasquale Grifone vive con la moglie Filomena e i figli Arturo e Gina in un basso, la tipica abitazione popolare a livello della strada. La famiglia tira avanti a fatica e Pasquale non disdegna il vino. Una mattina racconta di aver fatto un sogno straordinario: gli è apparso nientemeno che Dante Alighieri, che gli ha dettato dei numeri da giocare al lotto.
Il sommo poeta, però, ha aggiunto un dettaglio inquietante: quei numeri, oltre alla vincita, indicherebbero anche il giorno e l'ora della morte di Pasquale. In famiglia la notizia viene accolta con un misto di scetticismo e superstizione, secondo una tradizione napoletana in cui sogni, defunti e numeri del lotto vanno spesso a braccetto.
I numeri vengono giocati ed escono davvero. I Grifone diventano improvvisamente ricchi: lasciano il basso, si trasferiscono in una casa elegante, prendono servitù, e i figli si affacciano a un mondo di occasioni e di pretendenti che prima sembrava irraggiungibile. Moglie e figli si adattano volentieri al nuovo benessere e dimenticano presto la parte più cupa della profezia.
Pasquale invece non riesce a dimenticarla. Più si avvicina la data annunciata, più la gioia della vincita si trasforma in ossessione. Il suo comportamento diventa bizzarro, il suo umore imprevedibile, e la famiglia comincia a chiedersi se sia la paura a farlo impazzire o se il capofamiglia stia davvero perdendo il senno.
L'ultimo atto si svolge nel giorno fatidico: medici, parenti e domestici si muovono intorno a Pasquale, sospesi tra il ridicolo e il tragico. Eduardo costruisce un finale volutamente aperto, giocato sul tempo che scorre e su un orologio che forse non segna l'ora giusta. Il pubblico esce di sala senza una risposta definitiva: ed è proprio questa sospensione a rendere la commedia così moderna.
I personaggi
- Pasquale Grifone
- Capofamiglia popolare e un po' beone, protagonista assoluto. Nella prima messa in scena fu interpretato dallo stesso Eduardo. Il suo percorso va dall'euforia della vincita al terrore della morte annunciata.
- Filomena
- Moglie di Pasquale, concreta e pronta a godersi la nuova ricchezza. Rappresenta il buon senso quotidiano che rimuove ciò che fa paura.
- Arturo
- Figlio di Pasquale, giovane che vede nella vincita un'occasione di riscatto e di nuove relazioni.
- Gina
- Figlia di Pasquale, corteggiata da Jack: il suo fidanzamento è uno dei segni del salto sociale della famiglia.
- Carolina e Rosina
- Madre e figlia che gravitano intorno alla famiglia Grifone e partecipano alle sue vicende, amplificando il coro di voci che circonda Pasquale.
- Giovanni e Assunta
- I domestici della nuova casa, testimoni divertiti e un po' smarriti delle stranezze del padrone.
- Il medico
- Chiamato nel giorno della presunta morte, porta in scena lo sguardo della scienza di fronte alla superstizione.
I temi
Fortuna e destino
La vincita al lotto è un colpo di fortuna che porta con sé un prezzo. Eduardo mostra come un evento favorevole possa trasformarsi in una condanna quando lo si legge come segno del destino.
La paura della morte
La comicità nasce da una paura universale: sapere quando si morirà. Pasquale vive in anticipo la propria fine, e il pubblico ride di lui riconoscendo le proprie ansie.
Superstizione e cultura popolare
Sogni, defunti che danno i numeri, smorfia e lotto: la commedia attinge a un immaginario popolare radicato, trattandolo con affetto ma anche con ironia.
Denaro e famiglia
Il benessere improvviso cambia i rapporti familiari. Mentre gli altri si godono la ricchezza, il protagonista resta solo con la sua angoscia: un ritratto lucido di quanto il denaro possa isolare invece di unire.

Come l'abbiamo messa in scena
La Compagnia Beolco Ruzzante ha portato in scena la commedia nella stagione 2014/2015, con la regia di Nicola Stefani e Filippo Carnovalini. La nostra versione, tratta da Eduardo De Filippo, spostava la vicenda a Padova: il protagonista diventava Giovanni Marchetto detto «Gianni», povero venditore di vino padovano, a cui Dante Alighieri appare in sogno per rivelargli i numeri vincenti del lotto e, insieme, la data della sua morte, fissata a otto mesi di distanza. Accanto a Gianni c'erano la moglie Luisa, i figli Gina e Arturo, l'amica di famiglia Carolina con la figlia Rosina, la governante Rita, il cameriere Antonio, il garzone Tullio e Jack Hilton, pretendente di Gina. Nel cast, Riccardo Martina era Gianni e Filippo Carnovalini interpretava Dante Alighieri.
Regia: Nicola Stefani e Filippo Carnovalini
La scheda dello spettacoloConsigli per metterla in scena
- 1Il dialetto napoletano è parte della musicalità del testo, ma non è obbligatorio: molte compagnie lo trasportano nella propria città e nel proprio dialetto, come del resto facevano gli adattamenti degli anni Trenta. L'importante è mantenere un linguaggio vivo e popolare.
- 2Costruite un chiaro contrasto visivo tra il primo ambiente povero e la casa dei nuovi ricchi: basta cambiare pochi elementi (tessuti, arredi, costumi) per raccontare il salto sociale.
- 3L'apparizione di Dante è un regalo per la regia: può essere raccontata, mostrata in sogno o resa con un momento teatrale sospeso di luci e musica.
- 4L'attore che interpreta il protagonista deve saper passare dalla farsa all'angoscia: lavorate sulla progressione, scena per scena, perché la follia di Pasquale cresca in modo credibile.
- 5Curate il ritmo dell'ultimo atto, giocato sull'attesa: orologi, entrate e uscite e silenzi vanno cronometrati come in un meccanismo a orologeria.
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CandidatiDomande frequenti
Chi ha scritto Sogno di una notte di mezza sbornia?
La commedia è di Eduardo De Filippo, che la scrisse nel 1936 adattando liberamente L'agonia di Schizzo del drammaturgo livornese Athos Setti.
Qual è la trama di Sogno di una notte di mezza sbornia?
Il napoletano Pasquale Grifone sogna Dante, che gli dà dei numeri da giocare al lotto annunciandogli che indicano anche la data della sua morte. I numeri escono, la famiglia diventa ricca, ma Pasquale vive nel terrore che anche la seconda parte della profezia si avveri.
Come finisce Sogno di una notte di mezza sbornia?
Il finale è volutamente sospeso: nel giorno fatidico l'attesa si gioca su pochi minuti e su un orologio che forse è in ritardo, e Eduardo lascia al pubblico il dubbio su ciò che accadrà.
Quando è stata rappresentata per la prima volta?
Il debutto avvenne il 20 ottobre 1936 al Teatro Piccinni di Bari, con Eduardo protagonista.
Esiste una versione televisiva?
Sì, nel 1959 Eduardo De Filippo ne realizzò una versione per la televisione, curandone personalmente la regia.
Fonti
- https://it.wikipedia.org/wiki/Sogno_di_una_notte_di_mezza_sbornia
- https://it.wikipedia.org/wiki/Sogno_di_una_notte_di_mezza_sbornia_(film)
- https://www.cinematografo.it/film/sogno-di-una-notte-di-mezza-sbornia-x0ggjemm
- Archivio ruzzante.eu, pagina produzione «Sogno di una notte di mezza sbornia» e pagina «Produzioni» (copia Wayback Machine)


