Trama di Mostellaria
Siamo ad Atene. Il vecchio mercante Teopropide è partito da tempo per un lungo viaggio d'affari oltremare e ha lasciato la casa al figlio Filolachete. Il ragazzo, aiutato e incoraggiato dal servo Tranione, ha preso a vivere nel lusso e nel divertimento: ha preso in prestito una forte somma da un usuraio per riscattare l'amata Filemazio, una giovane cortigiana, e trascorre le giornate tra banchetti e feste con l'amico Callidamate.
La commedia si apre con un litigio tra Tranione, servo di città spensierato e sfrontato, e Grumione, servo di campagna fedele al padrone, che gli rimprovera di aver rovinato il giovane. Poco dopo arriva la notizia che nessuno voleva sentire: Teopropide è sbarcato ed è diretto a casa, proprio mentre dentro è in corso una festa.
Tranione non si perde d'animo. Fa chiudere tutti dentro e accoglie il padrone davanti alla porta con un racconto terrificante: la casa è abbandonata perché è infestata. Il fantasma di un uomo ucciso a tradimento anni prima dal vecchio proprietario sarebbe apparso in sogno a Filolachete, rivelando di essere sepolto lì. Teopropide, credulone e superstizioso, si guarda bene dall'entrare.
Le cose si complicano con l'arrivo dell'usuraio Misargiride, che pretende a gran voce il denaro prestato con gli interessi. Tranione improvvisa una nuova bugia: il giovane avrebbe preso quel prestito per comprare una casa nuova, quella del vicino Simone. Da quel momento il servo deve tenere in piedi due menzogne contemporaneamente, facendo visitare a Teopropide la casa del vicino senza che i due vecchi capiscano l'inganno.
La tela di bugie non può reggere a lungo. Parlando con i servi dell'amico del figlio e con lo stesso Simone, Teopropide scopre la verità. Tranione, messo alle strette, si rifugia su un altare, dove secondo l'uso nessuno può punirlo, e continua a prendersi gioco del padrone con battute sfacciate.
Il lieto fine arriva grazie a Callidamate, che si presenta a nome dell'amico, promette di restituire il denaro e ottiene il perdono per Filolachete. Alla fine perfino Tranione, protagonista assoluto della commedia, riesce a cavarsela.
I personaggi
- Tranione
- Il servo furbo (servus callidus), vero motore della commedia. Bugiardo geniale, veloce e insolente, inventa il fantasma e ogni nuovo inganno necessario a salvare sé stesso e il padroncino.
- Teopropide
- Il padre, anziano mercante di ritorno da un lungo viaggio. Credulone e superstizioso, è la vittima perfetta delle invenzioni di Tranione.
- Filolachete
- Il figlio, giovane innamorato e scialacquatore, che in assenza del padre ha sperperato il patrimonio. È più passivo del servo e si affida completamente a lui.
- Filemazio
- La giovane cortigiana amata da Filolachete, che lui ha riscattato con il denaro preso in prestito.
- Callidamate
- L'amico di Filolachete, compagno di bagordi che arriva alla festa ubriaco. Nel finale diventa il mediatore che risolve la situazione.
- Grumione
- Il servo di campagna, onesto e brontolone, che fa da contrappunto a Tranione nella scena d'apertura.
- Misargiride
- L'usuraio che reclama il suo denaro con gli interessi e costringe Tranione a inventare una seconda bugia.
- Simone
- Il vicino di casa, un vecchio che si ritrova suo malgrado coinvolto nella storia della casa “comprata”.
I temi
L'inganno come arte
Tranione non inganna per cattiveria ma per necessità, e lo fa con un'inventiva che il pubblico finisce per ammirare. La commedia celebra l'intelligenza pratica e l'improvvisazione, qualità che rendono il servo più brillante dei suoi padroni.
Padri e figli
Il conflitto tra la generazione dei padri, legata al lavoro e al risparmio, e quella dei figli, attratta dal piacere e dallo spreco, è uno dei motori della commedia antica. Plauto lo tratta con leggerezza, senza moralismi, e chiude con un perdono.
La superstizione
Il fantasma non esiste, ma basta nominarlo per paralizzare Teopropide. La commedia gioca sulla paura dell'invisibile e sulla facilità con cui una bella storia può sostituire la realtà.
Il mondo alla rovescia
Come in molte commedie di Plauto, per il tempo dello spettacolo lo schiavo comanda e il padrone obbedisce. È un rovesciamento festoso delle gerarchie che il pubblico romano amava molto.

Come l'abbiamo messa in scena
Nella stagione 2017/2018 la Compagnia Beolco Ruzzante ha portato in scena la sua versione della Mostellaria con il titolo Il fantasma di casa Chetwynd-Pitt, su un testo riadattato da Kristi Panteqi e Ludovica Marcello Del Majno. La vicenda era trasportata nella Brighton degli anni Ottanta: il ricco uomo d'affari Lionel Chetwynd-Pitt, a capo della compagnia HappyBe, parte alla ricerca della serenità interiore lasciando casa e fortuna al giovane figlio. Il ragazzo si lascia tentare dall'eloquente furfante Alexander Mallory, erede moderno di Tranione, e dilapida il patrimonio di famiglia. Al ritorno di Lionel, Alexander prova a coprire ogni malefatta con bugie ed equivoci, fino a chiamare in causa una strana storia di spiriti e infestazioni.
Regia: Nicola Stefani e Fiorella Del Popolo Cristaldi
La scheda dello spettacoloConsigli per metterla in scena
- 1Trovate un Tranione con energia e tempi comici: è in scena quasi sempre e regge da solo il ritmo dello spettacolo. Il resto del cast può lavorare di contrasto.
- 2La commedia si presta molto bene a essere trasportata in un'altra epoca: la struttura (padre assente, figlio spendaccione, servo bugiardo, finto fantasma) funziona anche in un'ambientazione moderna.
- 3La porta di casa è l'elemento scenografico decisivo: tutta la vicenda ruota attorno al “non entrare”. Progettate la scena perché la porta sia sempre visibile e sfruttabile per gag e colpi di scena.
- 4Asciugate i passaggi più legati alla società romana (usura, schiavitù, riferimenti religiosi) o trasformateli in equivalenti contemporanei comprensibili al pubblico.
- 5Dosate il fantasma: più resta invisibile e raccontato, più fa ridere. Qualche effetto sonoro o di luce ben piazzato vale più di un travestimento.
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CandidatiDomande frequenti
Chi ha scritto la Mostellaria?
La Mostellaria è una commedia di Tito Maccio Plauto, il più celebre commediografo latino, rielaborata da un originale greco perduto di Filemone intitolato Il fantasma.
Che cosa significa Mostellaria?
Il titolo deriva da monstrum, «apparizione», e significa più o meno «la commedia del fantasma»: tutta la vicenda ruota attorno a una casa che il servo Tranione finge sia infestata.
Chi è il protagonista della Mostellaria?
Il vero protagonista è Tranione, il servo furbo che inventa il fantasma e una serie di bugie sempre più ardite per nascondere al padrone Teopropide gli sperperi del figlio Filolachete.
Come finisce la Mostellaria?
Teopropide scopre l'inganno, ma l'amico del figlio, Callidamate, si offre di restituire il denaro e ottiene il perdono sia per Filolachete sia per Tranione.
Quando è stata scritta la Mostellaria?
La data esatta non è nota. Gli studiosi la collocano nel periodo maturo di Plauto, indicativamente tra la fine del III e l'inizio del II secolo a.C.
Fonti
- https://it.wikipedia.org/wiki/Mostellaria
- https://en.wikipedia.org/wiki/Mostellaria
- https://www.sapere.it/enciclopedia/Mostellaria.html
- https://wp.stolaf.edu/classics/st-olaf-ancient-plays/mostellaria/
- Archivio ruzzante.eu, pagina produzione Il fantasma di casa Chetwynd-Pitt e pagina Produzioni (via Wayback Machine)


