Trama di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia
Elena Lucrezia nasce a Venezia il 5 giugno 1646, figlia di Giovan Battista Corner, nobile veneziano e procuratore di San Marco, e di Zanetta Boni, donna di origini popolari. I genitori si sposeranno solo anni dopo la sua nascita, e la famiglia otterrà il pieno riconoscimento nobiliare dei figli soltanto nel 1664. Questa condizione di partenza, sospesa tra privilegio e marginalità, accompagnerà tutta la sua vita.
Fin da bambina mostra un'intelligenza fuori dal comune. Il padre, orgoglioso di lei, le procura i migliori maestri del tempo: studia latino e greco, poi ebraico, spagnolo, francese e altre lingue, oltre a matematica, astronomia, musica, teologia e filosofia. Tra i suoi insegnanti ci sono il canonico Giovanni Valier, il rabbino Shemel Aboaf per l'ebraico e, soprattutto, Carlo Rinaldini, professore di filosofia all'Università di Padova, che la seguirà fino alla laurea.
Nel 1665, a diciannove anni, Elena diventa oblata benedettina: pronuncia un voto religioso senza entrare in convento, scelta che le permette di vivere una vita di preghiera e castità continuando a studiare e rifiutando i matrimoni che la famiglia avrebbe potuto combinare. Dal 1669 viene accolta in diverse accademie letterarie, tra cui quella dei Ricovrati di Padova, e la sua fama di erudita si diffonde ben oltre Venezia.
Su spinta del padre, e con l'appoggio di Rinaldini, Elena chiede di laurearsi in teologia all'Università di Padova. Il cardinale Gregorio Barbarigo, vescovo di Padova e cancelliere dello Studio, si oppone con decisione: laureare una donna, per di più in teologia, gli sembra uno sproposito che renderebbe l'università ridicola agli occhi del mondo. Dopo lunghe trattative si arriva a un compromesso: Elena potrà laurearsi, ma in filosofia.
Il 25 giugno 1678 si tiene la discussione. La folla accorsa è così numerosa che la cerimonia viene spostata all'ultimo momento dalla sede abituale alla Cattedrale di Padova, nella cappella della Beata Vergine. Elena commenta in latino due passi di Aristotele estratti a sorte, con una sicurezza che conquista la commissione. Carlo Rinaldini le consegna le insegne dottorali: il libro, l'anello, il mantello di pelliccia e la corona d'alloro. È la prima donna laureata della storia.
Gli anni successivi sono segnati da una salute fragile, messa alla prova da digiuni e penitenze, e da un'intensa attività di studio, carità e corrispondenza con dotti di tutta Europa. Elena muore il 26 luglio 1684, ad appena trentotto anni, e viene sepolta nella chiesa di Santa Giustina a Padova. La sua morte viene commemorata con solenni esequie e pubblicazioni in suo onore, anche all'estero.
Dopo di lei, per molto tempo nessun'altra donna otterrà una laurea: il suo caso resta un'eccezione per decenni. Ma la sua figura non è stata dimenticata, e oggi è ricordata come un simbolo della lotta per l'accesso delle donne all'istruzione superiore.
I personaggi
- Elena Lucrezia Cornaro Piscopia
- Studiosa veneziana, oblata benedettina, poliglotta e musicista. Prima donna laureata al mondo, in filosofia, all'Università di Padova.
- Giovan Battista Corner
- Il padre, nobile veneziano e procuratore di San Marco. Sostiene gli studi della figlia e spinge perché ottenga il riconoscimento accademico.
- Zanetta Boni
- La madre, di origini popolari. La sua condizione sociale segna la storia familiare e la difficile legittimazione dei figli nella nobiltà veneziana.
- Carlo Rinaldini
- Professore di filosofia a Padova e maestro di Elena. Media con le autorità per ottenere la laurea e, il giorno della discussione, le consegna le insegne dottorali.
- Gregorio Barbarigo
- Cardinale, vescovo di Padova e cancelliere dello Studio, poi proclamato santo. Si oppone alla laurea in teologia, accettando infine il compromesso della laurea in filosofia.
- Shemel Aboaf
- Rabbino veneziano che le insegna l'ebraico, testimonianza della varietà culturale della Venezia del Seicento.
I temi
Il diritto allo studio
La vicenda di Elena mostra quanto fosse difficile per una donna del Seicento accedere al sapere ufficiale. Il suo talento non bastava: servirono protezioni, trattative e un compromesso per ottenere ciò che a un uomo sarebbe stato riconosciuto senza discussioni.
Libertà e scelta religiosa
Il voto di oblata non è soltanto un gesto di fede: è anche il modo in cui Elena si sottrae al destino di moglie e conquista uno spazio per studiare. Una scelta che oggi possiamo leggere come forma di autonomia dentro i limiti del suo tempo.
Il peso delle aspettative familiari
Il padre sostiene la figlia, ma la usa anche come vanto per il prestigio della casata. Il rapporto tra affetto, ambizione e pressione è uno dei nodi più umani della sua storia.
Un simbolo che parla al presente
La sua laurea è diventata una data simbolica per l'emancipazione femminile. Ricordarla significa interrogarsi su chi, ancora oggi, trova ostacoli nell'accesso all'istruzione.

Come l'abbiamo messa in scena
«Elena Cornaro, Per tutte le altre» è lo spettacolo originale con cui la Compagnia Beolco Ruzzante ha aperto la stagione 2016/2017, nel marzo 2017. Il testo, scritto da Silvia Gualtieri, racconta in una miscela di risate ed emozione la vita di Elena: dall'infanzia a Venezia e dal sostegno del padre, fino al percorso a ostacoli che la porterà a diventare la prima donna laureata al mondo, «una donna che ha cambiato la storia di tutte le altre». La regia è di Silvia Frasson. In scena Silvia Gualtieri, nel ruolo della narratrice, accompagnata dalle musiche dal vivo di Salvo Russotto.
Regia: Silvia Frasson
La scheda dello spettacoloConsigli per metterla in scena
- 1La sua vita si presta molto bene al teatro di narrazione: una sola interprete può attraversare tutti i personaggi, con un racconto in prima o in terza persona e pochi oggetti simbolici (un libro, un anello, una corona d'alloro).
- 2Scegliete un filo conduttore: la vigilia della laurea, per esempio, permette di ripercorrere l'infanzia, gli studi e gli ostacoli come in un lungo flashback, con la discussione come climax.
- 3Non trasformatela in un santino. Il conflitto con il padre, la fatica fisica, i dubbi e le rinunce rendono il personaggio vero e aiutano il pubblico giovane a riconoscersi in lei.
- 4La musica dal vivo è una risorsa preziosa: Elena stessa era musicista, e un accompagnamento strumentale può segnare i passaggi del tempo e le emozioni senza bisogno di scenografie.
- 5Se lo spettacolo è pensato per le scuole, prevedete un breve momento di dialogo finale con gli studenti sul tema del diritto allo studio: il racconto storico diventa così un'occasione di confronto sul presente.
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CandidatiDomande frequenti
Chi è stata la prima donna laureata al mondo?
È stata Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, nobildonna veneziana che si laureò in filosofia all'Università di Padova il 25 giugno 1678.
In che cosa si è laureata Elena Cornaro Piscopia?
In filosofia. Avrebbe voluto laurearsi in teologia, ma il cardinale Gregorio Barbarigo, vescovo di Padova e cancelliere dello Studio, si oppose, e si arrivò al compromesso della laurea in filosofia.
Dove si è laureata Elena Cornaro Piscopia?
All'Università di Padova. La discussione si tenne però nella Cattedrale di Padova, nella cappella della Beata Vergine, perché la sede prevista era troppo piccola per il pubblico.
Dove è sepolta Elena Cornaro Piscopia?
Nella chiesa di Santa Giustina a Padova, dove fu sepolta dopo la morte, avvenuta il 26 luglio 1684.
Dove si può vedere la statua di Elena Cornaro a Padova?
A Palazzo del Bo, sede storica dell'Università di Padova: la statua si trova ai piedi dello scalone Cornaro, nel Cortile Antico.
Fonti
- https://www.unipd.it/elena-lucrezia-cornaro-piscopia
- https://ilbolive.unipd.it/it/news/elena-lucrezia-cornaro-piscopia-prima-donna
- https://it.wikipedia.org/wiki/Elena_Lucrezia_Corner
- https://en.wikipedia.org/wiki/Elena_Cornaro_Piscopia
- https://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/elena-lucrezia-cornaro-piscopia/
- Archivio ruzzante.eu, pagina produzione «Elena Cornaro, Per tutte le altre» e pagina «Produzioni» (copia Wayback Machine)


